Amati,
collezionati con precisione maniacale e ad alcuni necessari né più né meno
di una droga, i fumetti e la passione per il mondo a vignette non sembrano
tramontare nell’era (perché solo di secolo non si può più parlare) del mondo
a fotogrammi, anzi. Come ormai molte forme d’arte, anche quella del cartoon
è scesa a patti con i cugini del cinema, più presenti e più potenti e perciò
tantoppiù indispensabili. E che il connubio sia felice, lo prova il nuovo
boom di eroi ed eroine a due dimensioni che negli ultimi anni si sono
regalati un volto in celluloide.
Non che sia una novità. Batman approda al
cinema negli anni ’60, Spiderman nei ’70, per non parlare dei paperi e topi
protagonisti dell’universo Disney che a oltre mezzo secolo dal primo
Fantasia (e prendendo in considerazione anche i corti si potrebbe andare
anche più indietro) possono a ben diritto affermare di esserci –quasi-
sempre stati, sullo schermo. E in molti casi, viceversa, è stato il mondo
dei fumetti ad attingere all’immaginario cinematografico per dare un volto
ai propri eroi: si pensi ai casi italiani di Diabolik
(che nello sguardo e nelle ambientazioni non può non richiamare il clima
degli 007 con Sean Connery), a Valentina di Crepax, ai numerosi personaggi
Bonelli dichiaratamente modellati su celebri fattezze (la recente
criminologa Julia Kendall con il viso di Audrey Hepburn,
Dylan
Dog con quello di Rupert Everett (tanto che l’attore ne ha anche
interpretato l’alter ego Dellamorte nella pellicola basata sul romanzo di
Sclavi). Ma è nell’ultimo decennio che il binomio fumetti-settima arte è
rinato a nuovo fasto: mentre a Bologna sono terminate le riprese di Paz!, il
film diretto da Renato di Maria e ispirato alla vita del celebre fumettista
padre di Massimo Zanardi, la saga di Batman inaugurata da
Tim Burton è arrivata alla quarta puntata e si
avvia, pare, verso la quinta; il secondo episodio di X-Men è già in cantiere
e ha trovato nuovo volto anche Tank Girl, la
perversa ragazzetta che gira su un carro armato assieme ad un bizzarro
boyfriend-canguro.
E a proposito di ragazzette cattive, la tigre Angelina Jolie nei panni della
indistruttibile e bellissima Lara Croft, nel film di Simon West
Tomb Raider presto nelle sale italiane,
è l’esempio più scoppiettante di un’altra forma di interazione e
comunicazione visiva approdata in sala, il videogame, a cui si aggiungono la
serie TV americana Witchblade, basato sulle avventure della poliziotta
newyorkese Sara Pezzinni forse, prima o poi, in uscita anche in Italia, e il
recentissimo
Final Fantasy, degno di particolare
attenzione per la sua realizzazione interamente digitale e necessaria per
ricreare gli ambienti del gioco. E che le vicende dei rinati personaggi di
videogames e fumetti siano strettamente connesse alle nuove tecnologie di
animazione non è sfuggito ai direttori del Future Film Festival di Bologna:
dalla Mostra del Cinema di Venezia annunciano il programma della prossima
edizione, che vedrà tra le altre cose una retrospettiva dedicata proprio ai
personaggi di carta, Batman e l’
Uomo Ragno in testa, che
hanno goduto di ampia fortuna anche ai botteghini, e danno una chiave
d'interpretazione al sempre crescente numero di trasposizioni: “da un lato,
la presenza di eroi ed eroine già noti al pubblico salvaguarda parzialmente
dalla possibilità di un flop, sfruttando la passione consolidata
dell’audience; dall’altra il generale abbassamento del livello delle
sceneggiature, in America e in Europa, spinge a sfruttare plots già
imbastiti che non necessitino di un lavoro troppo impegnativo sul soggetto,
lasciando così più spazio ad altre fasi di produzione, come appunto la
riscrittura in digitale”. Una possibilità in più per il cinema, dunque, di
esplorare le proprie capacità tecniche potendo contare su un prodotto finale
vincente in partenza; una possibilità per Lara e gli altri di avere occhi e
voce, anche se forse sarebbero bastati quelli che ciascuno aveva loro
regalato con la propria fantasia.
Valentina Soluri
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