NON
SEI MAI STATO QUI
Questo
dice il cartello blu mezzo sbiancato dal sole all’ingresso sud della città.
MAI STATO QUI
In
riserva di energia, lo sguardo svaporato
dalla
menzogna del dormiveglia, ti trascini nella vertigine del finimondo. La
testa sempre più pesante, stomaco centrifugato e polvere in bocca. Ecco i
pensieri. Folate calde, scenari da Unità di Crisi. Detriti di paranoia mai
rastrellati: affascinanti come vecchie dame desiderose di sprofondare nella
palude del peccato prima della convocazione all’uffizio delle tenebre.
MAI STATO QUI
Un
cowboy dice sempre la verità e non tradisce mai la fiducia. Il volto
altrove, stampato sul manifesto di uno spaghetti-western pieno di comparse
reclutate nella campagna romana. Lugubri cirri violacei, campane a morte,
l’immagine in primo piano di un attore montata insieme a quelle di un piatto
di zuppa, di una bara con dentro una donna e di una bambina che disegna il
profilo di Hitchcock sullo scontrino fiscale di un supermarket.
«Radiotaxi? Un ragazzo veloce a dorso di mulo nero, grazie!»
Hai la
febbre, amigo. Se non sai dare un nome a ciò che vedi, è chiaro che non sai
quel che dici.
Baracche debolmente illuminate spuntano tra cataste di spazzatura. Cartone e
lamiera, sterco di vacca e scampoli di tappezzeria marrone. Alberghi da una
stanza, spacci di veleni fabbricati in casa, laboratori clandestini pieni di
pezzi di ricambio per uomini, cose, animali.
Vuoi
una zampa di riserva per il tuo cane?
Vuoi
le pupille di Bette Davis?
Ti
piacerebbe scoprire qualcosa di più di un elenco di usi, costumi, dogmi?
«Mai
stato qui, tesoro?» chiede Wendy Tre Gambe.
Pelle
bronzea, occhi scuri e caldi e sorriso immortale stampato sul viso: replica
sprecata di una bellezza di Rio con sventrapapere innervato da vertebre
interne di plastica a vista. Modello semi-lusso, tecnologia locale.
«Le
cicatrici non si vedono quasi», fa.
Due
coni rovesciati. Svasature contrapposte che si allargano e si stringono.
«Il
vento può dare perfette forme geometriche alle nuvole.»
Sdraiata sul fianco, in attesa, mastica gomma americana, butta giù un sorso
di Gostosissima Cola e stabilisce una chiara somiglianza tra
te e Gary Cooper in Tamburi Lontani.
Schegge di intonaco scricchiolano sotto i tuoi piedi. Per le carie, i
reumatismi, le visioni cattive provocate dall’abuso di ayahuasca c’è
il bravo dottor Colavita, atroce parodia di uno spruzzasborra in camice
bianco tutto cervello e naso. Le contese civili si discutono nel cortile
della casa di Caifa, davanti al recinto dei maiali. Colavita sostiene che
solo i preti e i vigliacchi temono la morte. Truccato da Sergente Kabukiman,
NYPD, Caifa passa i pomeriggi con gli amici a stonarsi con birra di banana
addizionata con rum discutendo di igiene sociale e di come la vecchia
nozione di Bene contro Male non sia altro che una creazione della realtà
materiale. Regressione narcisistica. Il marcio sciorinato ai polli. Nuovi
rimedi contro l’encefalopatia trasmissibile delle notizie inesatte: rendere
sicuri gli snodi delle fogne, armarsi di pazienza e giustiziare in piazza il
primo pellegrino che abbia il
fegato
di presentarsi armato di buoni propositi. E subito dopo, sicuro come la
merda, smettere di rimuginarci.
Alcolizzati suppuranti. Vecchi fasci di ossa e nervi con le pupille bruciate
dai neon di Las Vegas e da prolungate insufflazioni di efedrina, coramina e
protossido d’azoto. Amavano il cielo. Se ne sentivano risucchiare, convinti
che dovesse esserci davvero un motivo, un meccanismo da svelare con una
modulazione disperata e tragica da sbirri dal volto umano.
PREGATE PER L’AMERICA O
LASCIATE L’AMERICA
Qualcuno è stato
addestrato ad usare mitragliatrici da mille colpi al minuto e ha vinto una
borsa di studio al college per assimilare politica estetica del fascismo.
Il tanfo dei negri. La
fistola comunista. I pidocchi dei capelloni. Eddie Murphy colto in flagrante
dalla polizia di Los Angeles mentre caricava in macchina un travestito.
PAGATE PER L’AMERICA O
LASCIATE L’AMERICA
«Radiotaxi? Portatemi fuori da questo sogno del cazzo!»
Wendy Tre
Gambe muove il culo stretto in un vestito giallo limone e sfodera il
machete.
Leggera. Rapida come un serpente, la zarina della bidonville.
«Quello
sguardo che hai adesso significa qualcosa, lo so. Perché tu sei un vero
cowboy», dice ormai persa in un mondo umido due galassie più in là.
«Tu sei
Gary Cooper che spara ai mostri con la sua grossa Colt e viene a salvarmi
dalla croce nel giorno in cui la ruggine diventa oro.»
MAI STATO QUI
Gli
occhi si coprono di polvere smossa dai piedi di chi entra.
MAI STATO QUI
Benvenuto in mia casa, straniero. |