TOMASO PESSINA: Massimo Zanardi che non mi si chiami fido, quindi (Bevivino Editore, pp. 94, € 5,00) |
Zanna, Zanardi,
il Massimo del Massimo. Lo ricordate,
"Che era tipo un carnevale. E che Cola a te era venuta quell’idea un po’ del cazzo e un po’ da checcazzi di vestirci con quelle tutine viola." Ritratto di Zanna quarantenne in un breve romanzo che si legge d’un fiato e ha il sapore dell’ultima birra prima di andare a nanna: la butti giù e speri che la notte ti restituisca intatti quei sogni, quei colori che la meteora Andrea Pazienza (detto anche Paz, Apaz, Andrenza, Spaz, etc.) pittò a futura memoria trasformando la matita in una macchina fotografica istantanea. No, non è la nostalgia. E anche se fosse, chissenefrega, boys! Tomaso Pessina, milanese appassionato di arti marziali e Truffaut, ha scritto un singolare omaggio al mondo della celebre rockstar dei comics (talmente celebre da essere tuttora oggetto di sfruttamento da parte di chi ripubblica a prezzo proibitivo storie e vignette corredate da qualche schizzo inedito). Un’operazione Avant Pop, quella di Pessina: remake letterario delle imprese di Zanna, un flashback via l’altro e sui muri di Bologna riaffiorano le scritte "SPUTATE SU TUTTO ANCHE SULLA VOSTRA OMBRA" e "LA FANTASIA UCCIDERÀ IL POTERE". Nelle ultime pagine del libro (parte della collana ‘I Cattivi’ della Bevivino), oltre alla bibliografia, trova posto una versione aggiornata del test Giovani che fanno tendenza con domande tipo: Sei al supermercato e incroci Cesare Previti: a) lo aspetti fuori e gli molli una manica di botte b) lo aspetti fuori e gli molli un bacio in bocca c) te ne fotti, tanto è solo un altro stronzo Comprare. Leggere. Sorridere. Salvare dall’estinzione lo Zanna che è in noi. P.S. Merita anche la copertina disegnata da Duilio Cusani ( www.illustraweb.it ). (N.G.D’A) |
|