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HELL: N.Y. Muscle (Universal/Gigolo) |
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Per incidere N.Y. muscle, Hell ha voluto letteralmente proiettarsi nella Big Apple di una ventina di anni fa chiamando l’inossidabile Alan Vega dei Suicide a cantare in due brani da manuale (Listen to the hiss e Meet the heat), un tecnico del suono come Abe Duque dietro il banco di regia e il transessuale (100% puro silicone) Amanda Le Pore a rappresentare per la Gigolo un’Amanda Lear del XXI° secolo più inquietante dell’originale. Strade bagnate, oscurità che si taglia con un coltello a serramanico, paranoia metropolitana (Let no man, Jack). Ci sono angeli delle tenebre in guanti di velluto e stivali di latex, quaggiù. L’immagine è sgranata, la musica risucchia in un darkside mentale devastato da ogni sorta di eccessi che manda a puttane la stabilità. Acid house + electroclash + No Wave. Pericoloso sporgersi senza pensare all’hype di cose come LCD Soundsystem, Black Dice o, se volete una chiave d’accesso giovane e fresca, The Rapture. Anche (o soprattutto) quando entra in scena la voce di Billie Ray Martin, la notte newyorkese non è un posto da luna di miele ma un antro fumoso per una Liza Minnelli versione vecchia squillo che urla dal marciapiede "Je regrette everything" agli uomini che vuotano i cassonetti della spazzatura, ai tossici, al cattivo tenente che dietro l’angolo vuole divertirsi con un paio di ragazzine impaurite. Keep on waiting, il primo singolo, rappresenta tutto ciò che Bowie non riesce più ad essere da quando è arrivato ad un gran brutto punto morto. The Tragic picture show, interpretata da Tommie Sunshine (basso e batteria sono di James Murphy dei DFA) è furia punk-funk che spara fuoco con qualcosa dei White Stripes dentro mentre The Ambient song è...beh, si tratta di 8’ e 29’’ di deep irreale/virale che sembra uscita da Selected ambient works II di Aphex Twin. Sto ascoltando questo disco da giorni e ancora non ne sono uscito. La prossima fermata è Brooklyn???
(J.R.D.) |
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