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!!!: Louden up now (Warp) |
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Ok: mi fido. Il primo album omonimo, oggi più o meno ripudiato dal gruppo, è un oggetto apparso nel 2000 e finora conosciuto da pochi: tanto è bastato affinché più di una firmetta delle riviste di musica ‘ggiovanè parlasse sconsideratamente di Louden up now come dell’esordio sulla lunga distanza dei nostri. Niente di male, in fin dei conti: siamo al cospetto di una formazione numerosa (sette elementi, fino a ieri erano addirittura otto) che accetta di buon grado la svista, affermando di aver lavorato al nuovo album con una maggiore padronanza dello studio di registrazione. Poche palle, il risultato si sente: qui abbiamo dieci brani potenti, ispirati, magnetici, sostenuti da una produzione che riesce a tirare fuori il meglio di sette teste che giocano a mescolare rock, house, dub e batucada, chitarre alla Chic ed esperimenti che non avrebbero sfigurato su un disco dei Can (proprio a loro è dedicata l’ipnotica Dear Can). New York e Sacramento: ecco le basi dei magnifici sette. New York, prima di tutto, perché chi parla di rinnovamento e di seconda giovinezza della scena underground fiorita all’interno della Big Apple, affianca il nome dei !!! a quelli di Liars, Rapture e DFA. Giovani che hanno riscoperto il sound punk-funk sull’asse Londra/N.Y. ascoltando Damaged goods dei Gang Of Four (d’accordo, erano di Leeds) e pacchi di A Certain Ratio, Playgroup, Talking Heads (fino al terzo album, presumo). C’è molto altro, tuttavia, nei 53’ e 9" di un disco che nella versione doppia a tiratura limitata aggiunge ancora 23’ circa di musica con quattro bonus da paura (tra cui un’ottima versione di Pardon my freedom manipolata da Maurice Fulton). Io ci sento gli Stones periodo Miss you/Emotional rescue e, in generale, una macchina intelligente in grado di mandarmi in corto circuito con pezzi come la ritmatissima When the going get tough, the tough get karazzee o la già citata Pardon my freedom, rabbioso street funk a colata lavica di chitarre. Cazzo se suonano, questi tizi. Orecchie e pupille dilatate: Hello? Is this thing on? sembra il prodotto di una felice jam session tra i Clash di Sandinista, gli Happy Mondays e i Fall. E se scrivo che Shit scheisse merde Pt.1 avrebbe potuto cantarla Robert Palmer con i Power Station, rischio di farmi prendere per il culo?
(J.R.D.) Sul web: http://brainwashed.com/!!! |
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