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SPIRITUALIZED: The Complete works Volume one (Spaceman/Arista) |
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Era il giugno del 1990 apparve il primo singolo degli Spiritualized Anyway that you want me, cover di una canzone dei Troggs con Step into the breeze (part 1) sul retro (la versione 12" conteneva anche una parte seconda dello stesso brano). Gli Spacemen 3, prima band di Pierce, esistevano ancora ma erano praticamente agli sgoccioli, visto che conducevano una vita artistica da separati in casa (imbarazzanti le sessions di registrazione per Recurring) ed è interessante notare come il personale scelto dal chitarrista/cantante per il nuovo progetto avesse già prestato servizio negli Spacemen 3: Mark Refoy (chitarra); Jon Mattock (batteria); Willie Carruthers (basso). Più tardi, a questa formazione si unirà la tastierista Kate Radley, presente nell’album di debutto ma è vero che chiunque conosca a fondo la storia degli Spiritualized starà già sorridendo: fondamentalmente siamo al cospetto di una one man band portata avanti da un uomo che, con poche smentite, sul palco o in studio di registrazione ha sempre avuto fama di tiranno megalomane (finita l’estenuante lavorazione di un disco, ha quasi sempre licenziato qualcuno). Indispensabile
avvertenza ai neofiti: The Complete works Volume one va preso a
piccole dosi, resistendo alla tentazione di scaraventare il disco fuori
dalla finestra dopo i primi 20-30 minuti. Le perle arrivano gradualmente e
per una prima parte noiosetta (tre versioni della zuccherosa Feel so sad
sono francamente troppe),
Pura filologia per un gruppo dalla difficile collocazione: geniale per alcuni, pomposa, al limite del barocco per altri, la musica degli Spiritualized non segue il flusso delle mode ma l’inquieto mood interiore di Pierce. Giorgio Bruni |
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