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AA.VV: Miami sound (Soul Jazz) |
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Negli anni
Cinquanta, raccontano le esaurienti note di copertina (20 pagine di booklet!),
Stone, nato nel 1921, cominciò la sua attività di produttore e discografico
pubblicando con la Rockin Records, sua prima etichetta, dischi di
John Lee Hooker, Wilbert Harrison e di un
allora sconosciuto pianista cieco di nome Ray Charles.
Un decennio più tardi, con un bagaglio di esperienze che toccano il top
degli artisti R’n’B legati al circuito Chess,
Stone comincia a reclutare fior di talenti (musicisti, produttori, autori di
canzoni) per costituire un team inossidabile di hit makers. Gente piena
d’idee fino alla cima dei capelli come Steve Alaimo,
Brad Shapiro o come Willie Clarke (sua la soul ballad allo squaglio
Funky & soul, fino a sconfinare nei primi passi disco. L’album è una conferma di come la Soul Jazz miri puntualmente ad offrire la musica più bella del mondo recuperando tesori musicali del passato (per scorrere il nutrito catalogo, fate un salto su www.souljazzrecords.co.uk). Unica, per la cura maniacale nel confezionare antologie da sturbo come Miami sound o Saturday night fish fry e, ancora, Studio One Dj’s. Ok, questa è Miami e io sono nero fino al midollo e la mia seratina è assicurata.
(J.R.D.) |
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